![]() |
|
Spaces home _C'è un mare azzurro den...PhotosProfileFriendsMore ![]() | ![]() |
_C'è un mare azzurro dentro te...Prendi il largo mentre soffia il vento_Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l'aquilone...Togli la ragione lasciami sognare in pace!
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
August 20 sono passati tre anni......ma tu sei ancora qui Oggi ho guardato le tue foto e ho letto le tue email... Ogni giorno hai il tuo tempo per venire a visitarmi. Sai, niente non e' come aspettavo... Come abbiamo voluto... Quando tu mi vieni nei pensieri, sento il dolore come montagna che mi schiaccia. C'e' una preghiera che ripeto sempre: Ti prego Dio, grande e giusto, dammi le parole che nemici non capiscono e amici capiscono... dammi la forza di andare avanti... Sai, il destino non ti chiede mai. I pianeti isolati sono lontani dal sole. Certo, tu lo sai meglio di me... Le lacrime, piene dei riccordi... Grande e pesante lacrime... In questa rugiada del cuore e' tutta la mia vita. Il ogni mio sorriso. Ogni mattina con pioggia... Ogni pomeriggio con sole... L'immagini di te, le scene di noi quando eri tu qui... Passano quelli momenti importanti e quelli pezzi non importanti...Veri e finti...Corti e lunghi... Dal romanzo che dovrebbe essere un libro e invec e e' diventato un articolo. Una parata dei momenti passati e momenti che non verrano mai. Comunque, cara amica di cuore, tutto va avanti... Passa... Talvolta si torna. Ma c'e' qualcosa che sta sempre dentro il mio cuore e mia anima. Spesso si puo vedere negli miei occhi... E mai non andra' via... E' il mio amore per te... C'e' solo tempo passato per noi, ma e' il nostro tempo. Ti Voglio Bene sempre!!!August 19 da laziale ad un grande presidenteQuindici anni di Roma, ma il ricordo da custodire come un bene prezioso è legato a una visita a villa Pacelli. E' lì, dentro la sua casa museo, che Franco Sensi, scomparso ieri sera a 82 anni in una clinica romana, dopo una lunga malattia, smetteva i panni di presidente e imprenditore pronto a battagliare col mondo, e indossava quelli in fondo a lui più congeniali. UOMO SEMPLICE - Orgoglioso delle sue donne, le mostrava giocando a fare il marito-padre-padrone per rivelarsi subito per quel che realmente era nell'intimità: un uomo semplice, felice e realizzato, con un grandissimo senso della famiglia. La signora Maria, e le figlie Silvia, Maria Cristina, fino alla prediletta e predestinata Rosella. Sono loro, le donne di casa Sensi, che hanno accompagnato con amore e discrezione il grande capo nel lungo e doloroso cammino della malattia, ai giorni nostri.
NELLA STORIA - Franco Sensi è stato il più grande presidente della storia della Roma. Soltanto Dino Viola, tra quanti lo hanno preceduto, può essergli avvicinato. Non è solo questione di scudetti, da quello del 1983 a quello del 2001 (Sensi ci avrebbe aggiunto due coppe Italia e due supercoppe), e di guerre sante calcistiche, celebri e comuni ai due quelle con la Juventus, anche se poi Sensi seppe spingersi molto oltre. Ma di un modo di intendere il calcio, ultimi presidenti artigiani alle prese, Sensi più di Viola, con un mondo e uno sport che andavano cambiando, fino a diventare quelli di oggi. Dove i potenti sono sempre più potenti, e i soldi fanno sempre più la differenza.
SOLDI - Al calcio, alla sua Roma, e a un esserne tifoso senza reticenza alcuna, Franco Sensi di soldi ne ha sacrificati parecchi. Finendo col mettere addirittura a repentaglio il suo impero finanziario ma non la Roma, appetita l'altro ieri a est (i russi della Nafta Moskva) e ieri a ovest (l'americano Soros). Ricevendone in cambio un'immensa popolarità, la cui sintesi è racchiusa in un flash: scudetto 2001, Circo Massimo, un milione di persone ai suoi piedi. Nemmeno la nazionale campione del mondo 2006 ha saputo fare altrettanto. Quindici anni, calcisticamente, sono un'eternità. Non è un caso se questa eternità Sensi ha finito col condividerla interamente, intensamente, col più grande calciatore che la città abbia mai dato (e probabilmente mai darà) alla Roma. Francesco Totti esordì sedicenne in serie A il 28 marzo del '93, nelle settimane in cui i libri contabili della società erano sul punto di finire in tribunale. Due mesi dopo, quella Roma e quel Totti furono salvati proprio da Franco Sensi. Un motivo in più x i romanisti oggi, per ringraziarlo
Laureato in matematica, petroliere, immobiliarista, editore, finanziere e collezionista di quadri e opere d'arte. Ma anche da sempre romanista 'doc'. Franco Sensi si poteva descriverlo così, perchè oltre agli affari ha sempre pensato anche alla sua squadra del cuore. Ha amato la Roma fin da bambino, perchè suo padre Silvio aveva giocato nella Fortitudo di Borgo Pio, uno dei club da cui nel 1927 nacque la società che porta il nome della capitale, fece parte del Consiglio all'epoca della presidenza di Renato 'papa" Sacerdoti, e fu fra i fondatori del mitico campo di Testaccio. Ancora a Testaccio, quando il glorioso campo tornò a vivere dopo una ristrutturazione patrocinata dalla Roma, Sensi dimostrò con una frase tutto il suo amore per i colori giallorossi. Era la fine di novembre del 2000, e tra i tifosi, i simpatizzanti e le vecchie glorie accorsi nell'occasione sul mitico rettangolo c'erano già i primi fermenti per uno scudetto che cominciava a profilarsi. Nella brevi parole di saluto, Sensi disse: «Sarà bellissimo se riusciremo a vincere il terzo scudetto, ma ricordatevi che prima di qualunque successo l'orgoglio maggiore è quello di essere nati tifosi di questa squadra». E quell'anno lo scudetto finalmente arrivò, dopo un percorso trionfale nella prima parte di campionato e poi sempre più affannoso con l'approssimarsi della meta.
LA VITA - Buon calciatore dilettante da ragazzo, Franco Sensi era già vicepresidente quando i giallorossi vinsero la Coppa delle Fiere nella stagione 1960-61. Poi uscì dai ruoli dirigenziali quando la Roma passò da Anacleto Gianni al conte Marini Dettina, di cui non condivideva il modo di gestire la società . Per tanti anni Sensi ha continuato a seguire la Roma da abbonato (ad ogni inizio stagione acquistava 12 tessere della tribuna d'onore), per poi rilevarla assieme a Pietro Mezzaroma quando era sull'orlo del fallimento dopo la gestione Ciarrapico. Nel novembre del '93 divenne unico proprietario, e si può dire che da allora cominciò la sua lotta contro il palazzo ed i mali del calcio. Questo suo atteggiamento gli creò molti problemi con la giustizia sportiva e numerose antipatie, ma lui ha continuato sempre ad andare avanti, coerente con le sue idee e la sua fede romanista. CONTROCORRENTE - Per quasi dieci anni Sensi ha lottato contro il sistema, ovvero "lo strapotere", come lo definiva, di certe società del Nord, le uniche secondo lui tutelate dalla federazione, contro le storture del mondo arbitrale, lo strapotere di certi procuratori sul mercato, la questione dei diritti televisivi da gestire in proprio per ricavarne il giusto valore. Due soprattutto i 'nemicì del presidente giallorosso: Luciano Moggi, da cui dovette accusare diverse sconfitte nall'ambito del calcio-mercato, e Adriano Galliani, del quale non perse mai occasione di contestare la duplice veste di presidente del Milan e contemporaneamente della Lega calcio. In queste sue battaglie contro certi potentati, Sensi si è ritrovato spesso da solo, perdendo per strada, anche a causa del suo carattere non facile, molti dei dirigenti ingaggiati per aiutarlo: Agnolin uno dei primi, Lucchesi l'ultimo. GLI ALLENATORI - Non sempre facili sono stati anche i suoi rapporti con gli allenatori, sempre sottomessi al suo umore mutevole. Mazzone, Bianchi, Zeman, Capello. Infine il matrimonio felice con cui la famiglia Sensi decide di legarsi a Luciano Spalletti, tecnico con cui la società giallorossa è tornata ad alzare trofei: 2 coppe Italia nel '07 e nel '08, e la Supercoppa italiana nel 2007. La notizia che non avresti mai voluto avere arriva a tarda sera di una domenica di agosto, di quelle che il presidente Sensi trascorreva a Visso, davanti alla Tv, con la signora Maria a stemperarne le passioni, tra una telefonata alle tre figlie e una a Roma, per sapere, per capire, come andassero le cose, per conoscere di più della sua creatura giallorossa. Non sarà più la stessa cosa, per chi ha attraversato quindici anni, forse di più, a braccetto di quell’uomo che nel calcio ha lasciato la sua firma, la sua impronta, battendosi per un calcio più pulito, equo, per chi ha difeso una bandiera, il suo ideale, la sua squadra, patendo e poi rialzandosi, vincendo, come sanno fare soltanto i grandi. Franco Sensi per la sua Roma ha lottato e pianto, si è infuriato, ha alzato un muro, ha dato una parte della sua vita, della sua tranquillità, del suo patrimonio, della serenità della famiglia. Ha studiato e poi lottato in un mondo che non riconosceva, si è battuto, senza mai piegarsi, chiedendo a se stesso l’energia per non arrendersi. Se da otto anni la Roma, la sua Roma, è ai vertici, è tutto in quella dolcissima arroganza del suo presidente. Oggi lo piangeranno in tanti. Sentirete le parole più affettate, studiate, che fortunatamente affogheranno nell’onda, una marea di riconoscenza, di chi veramente gli ha voluto bene, gli è stato al fianco, ha intuito e poi capito i suoi sforzi, i suoi impeti, il suo amore per il calcio e per la sua gente. La Roma, fino all’ultimo, ha attraversato i suoi pensieri. Franco Sensi, fino all’ultimo, ha accompagnato la sua storia, grande, come sa essere il racconto, un’autobiografia, di chi non ha mai voluto essere un protagonista. Ma lo è stato, così, semplicemente, come riesce a chi ha deciso di vivere di corsa, sempre più in fretta, per non farsi sorpassare dalla nostalgia. Sarà dura abituarsi ad un calcio senza Sensi, sarà impossibile pensare a una Roma senza Franco Sensi. O forse sì, sarà possibile, perché - nelle lacrime della sua signora o negli occhi delle figlie - Franco Sensi comunque ci sarà. Riposi in pace, Grande Presidente August 18 libertà..LIBERTA'.. LIBERTA' DI PAROLA.. LIBERTA' DI PENSIERO.. IN QUANTI NEI SECOLI HAN COMBATTUTO PER QUESTO!! LIBERTA' DI SOGNARE.. SOGNARE UN FUTURO MIGLIORE.. UNA VITA MAGNIFICA PER I NOSTRI CUCCIOLI.. SOGNARE CHE AVRANNO IL MEGLIO.. LIBERTA' DI VIVERE.. VIVERE LE PROPRIE GIOIE.. LE PROPRIE EMOZIONI... LIBERTA' DI SCELTA... SCELTA KE SPESSO CAUSA FERITE.. CAUSA DUBBI E PERPLESSITA'.. LIBERTA'... LIBERTA' D'AMARE..
August 14 credoE' stata una lunga, calda giornata piena di emozioni ed è forse per questo che il sonno non arriva....ho anche provato a contare le pecorelle, ma trattandosi di metodo scientifico non sempre efficace, sfidando le zanzare, accendo una piccola lampada vicino al letto e scrivo di una esperienza vissuta per caso. C’erano due anziani, un uomo e una donna seduti uno di fronte all’altro. Mi hanno incuriosito, perchè la donna parlava in continuazione, flemmatica, di qualsiasi cosa passasse tra i confini del finestrino e l’uomo ascoltava, imperterrito, annuendo di tanto in tanto, ma con l’espressione abbastanza vacua. “Vedi quella gelateria? Prima c’era un negozio di scarpe, ancora prima un centro Olivetti per riparare le macchine da scrivere”. “Prima qui c’era un grande marciapiede. Poi hanno messo l’aiuola in mezzo, vedi? Per motivi di sicurezza, sicuramente. Qui c’è l’ambasciata americana. Poveretti gli americani. Tutti li odiano ormai. Infatti davanti all’ingresso c’è sempre la macchina della polizia. Che poi mi devono spiegare cosa può fare una macchina sola della polizia se buttano la bomba atomica”. Gli occhi dell’uomo guardavo. Quelli della donna non li avevo notati. Poi una frase che mi ha coinvolto. Me l’aspettavo, visto che io li stavo osservando da un po’: “ Hai visto com'è graziosa questa signorina? Mi scusi quant’è alta lei? E di lì è stato un attimo approdare ai racconti del nipote alto, bello, alto, schermidore provetto, bravissimo in tutte le materie e fan di Totti. E’ stato in quel momento che l’ho visto. Ho visto l’amore, mentre ero stanca ed annoiata e mi sforzavo di sembrare cordiale ed interessata alla storia del nonno colonnello della marina e d’accordo con l’assenza di disciplina nella scuola moderna. Era tutto negli occhi della donna, improvvisamente rivolti verso l’uomo di fronte, gonfi di tenerezza, mentre ricominciava a parglargli. Era nella mano venosa e pallida che sfiorava le macchie sparse sulla mano di lui e poi stringeva e accarezzava. Era stato li affianco a me per tutto il tempo: in quel fiume di parole, frasi banali e fuori dal tempo, di discorsi sconnessi, detti e ridetti con una voce dolce, affettuosa, convinta. Inarrestabili, anche di fronte a due occhi persi nel vuoto. Alla fermata, la donna si è alzata. Ha baciato l’uomo sulla fronte e gli ha preso il braccio. Continuava ad accarezzargli la mano. Solida, lo ha letteralmente sollevato, aiutandolo ad aggrapparsi al passamano. Gli occhi dell’uomo erano rimasti impassibili per tutto il tragitto: negri, oleandri e bombe atomiche non li avevano fatti neppure vibrare. Gli ho dato una mano a scendere. La donna sorridendo verso me e verso l’uomo dallo sguardo spento, mi ha sussurrato complice: “E’ alzheimer, sa…” Poi mentre le porte si richiudevano ha aggiunto: “Lei è una bella ragazza, buona. Si mantenga sempre cosi. Però non si lasci distrarre. La vita è tutto!”. “Dare più valore allo sforzo che alla ricompensa, questo si chiama amore” sosteneva Confucio. Può darsi che avesse ragione. Io non lo so e non so se quell’uomo e quella donna fossero sposati, fratelli, amici o chissà che. Sono solo certo che negli occhi, nelle parole, nelle mani, negli sforzi di quella donna c’era la voglia disperata di far “vivere” una persona amata. Ecco perchè su quell'autobus, ho visto l’amore vero. Nauralmente non è stata una cosa fortuita scrivere di questo episodio, è stato avere riparlato casualmente di un periodo non certo felice vissuto , un periodo che ha segnato duramente la mia vita, ora incancellabile. August 13 il cuore nn invecchia mai
La directory più fashion che ci sia
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|